3 Cose da fare quando si migra nel Regno Unito

La prima volta che ho lasciato casa per un periodo indefinito di tempo avevo ventritre anni. Sono partita senza sapere quale siano le cose da fare quando si migra, senza sapere come entrare in contatto con la comunità. Dopotutto il mio spostamento era intra-Europeo. “Il Regno Unito non sarà così differente dall’Italia!”, ricordo di aver pensato. Ero eccitata, spaventata, curiosa, motivata. Ma la bolla universitaria nella quale sono entrata per frequentare il Master di Giornalismo Internazionale, mi ha protetta e guidata. Grazie al percorso ben strutturato dell’Università di Cardiff non ho dovuto pensare molto a cosa fare in quanto migrante ed estranea del posto. La bolla è però esplosa l’anno seguente con il mio trasferimento a Londra. Qui ho imparato l’arte dell’esplorazione che mi porta oggi a consigliare le tre cose da fare quando si migra.

3 Cose da fare quando si migra nel Regno Unito

  1. Visitare una biblioteca. 

    Le biblioteche sono dei luoghi magici nel Regno Unito. Sono depositarie di conoscenza del territorio e diffusori di informazioni sulle attività di zona. Qui si possono trovare informazioni su corsi gratuiti di inglese ma anche attività per bambini, famiglie e giovani. Tra le pile infinite di volantini si scoprono gruppi di lettura, scrittura creativa, lavoro a maglia…tutto per entrare in contatto con altre persone, sconfiggere la solitudine che può caratterizzare i primi periodi dopo la migrazione. Una delle mie zone preferite delle biblioteche è la sezione delle “community languages”, i libri nelle lingue delle persone che abitano il quartiere. La diversità che rappresentano è illuminante.

  2. Fare volontariato. 

    Una delle cose che vengono a mancare quando si migra in un nuovo paese sono le connessioni. Fare volontariato aiuta a conoscere nuove persone; trovare possibilità di lavoro; conoscere il territorio e la mentalità delle persone; esplorare nuove aree. Qualche anno fa era stato stimato che più di 15 milioni di persone nel Regno Unito fa volontariato almeno una volta al mese. Grazie al volontariato a Londra ho trovato amicizie preziose che ancora mi porto dietro e che sono ora sparse in tutto il mondo. Una delle mie prime esperienze è stata alla Rebellious Media Conference organizzata da Peace News, un gruppo editoriale pacifista con il quale ho partecipato a un campeggio pacifista nelle campagne inglesi (a provarlo c’è la foto che vedete nel post). Per un’idea delle opportunità di volontariato potete inizare da qui.

  3. Immergersi nei media.

    E non parlo solo del seguire la BBC, Channel 4 e i quotidiani, ma anche di conoscere cose come DrWho e Eastenders. Non credo questo risulti in un innalzamento culturale ma vi darà qualcosa di cui parlare. I britannici sono (in genere) degli ottimi conversatori soprattutto se si parla del più e del meno. Immergervi nella cultura mediatica è un modo per: migliorare la comprensione della lingua; avere argomenti di conversazione. Personalmente non sarei mai sopravvissuta in Galles senza conoscere le basi del rugby! Il che mi ricorda che sintonizzarsi sui media locali aiuta anche a capire cosa succeda nella città. Spesso Cardiff era bloccata e orde di tifosi invadevano la città, solo seguendo Twitter locali riuscivo a sapere cosa succedesse. Stava a me poi decidere se farne parte o no.

E per chi è migrato nel Regno Unito, quali sono le tre cose da fare secondo voi?

 

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