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Diversità: cosa ha da dire un sedicenne?

Cosa può mai raccontare un sedicenne sulla diversità?

E’ la domanda che le Nazioni Unite pongono ogni anno ai giovani filmakers di tutto il mondo, per i quali hanno creato la competizione chiamata Plural+ Youth Video Festival on Migration, Diversity and Social Inclusion. Il festival è un invito per i minori di 25 anni a raccontare la diversità e la migrazione vista dai loro occhi.

Balobeshayi e Plural+

Balobeshayi crea ponti tra comunità migranti e non attraverso la creatività. Come potevamo rimanere indenni al fascino di Plural+? Da quest’anno siamo anche noi partners del festival con il nostro Balobeshayi Plural+ Award. Balobeshayi ha scelto tre vincitori. Abbiamo amato i loro lavori, speriamo possiate farlo anche voi.

Quinn Paul Ranulph Dacre, 16 anni, New Zealand

Quinn ci ha conquistati con il suo video “Acceptance”, Accettazione. Tutto di questa composizione è poetico, la musica, l’uso del post-it, il disegno naive. Quinn ha risposta a un paio di nostre curiosità.

Quando hai iniziato a produrre film? 

Ho iniziato a sei anni. All’inizio ero autodidatta e ho imparato facendo tanti errori. Ho passato settimane e mesi sperimentando e migliorando le mie capacità

Cosa ti ispira?

Mi piace raccontare storie e amo la possibilità di far ascoltare altre voci per un cambiamento sociale positivo. Sono consapevole del fatto che il mio sia un punto di vista privilegiato, visto che vengo da una nazione ricca e in pace.

Cosa ha ispirato “Acceptance”?

“Acceptance” è ispirato dalla mia prospettiva di un Neozelandese che vive dall’altra parte del mondo e osserva le difficoltà di molti migranti.

Cosa speri di fare in futuro?

Ho creato una mia linea di abbigliamento, aestheticworldwide.com. Ma il mio fine ultimo è quello di diventare un regista di lungometraggi per poter intrattenere e ispirare.

Cosa ti attrae del tema della migrazione e integrazione? 

Credo che le tematiche della migrazione e integrazione siano universali. Possono essere osservate dal punto di vista di un individuo, di un paese, del mondo. Può essere un esercizio di ispirazione, speranza e accettazione. O anche un esercizio di paura, disillusione e distruzione. L’aspetto che ho scelto è stato quello di accettazione.

Il Premio

Ciascun vincitore del Balobeshayi Plural+ Award ha ricevuto una pergamena e la possibilità di scegliere tra una sessione di training con Balobeshayi o una collaborazione al nostro prossimo video.

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